La Nostra Storia

OroArezzo 2018 è stata l’occasione scelta dalla Arturo Facchini per festeggiare ufficialmente i 110 anni di attività nel settore del packaging di lusso.
Insieme alla rivista ‘L’Orafo Italiano’ ha sponsorizzato, presso i chiostri del Palazzo della Badia situato nel pieno centro della città, il Golden Cocktail, una serata a base di ghiottonerie, deliziosa musica e un’atmosfera rilassata a conclusione di questo importante appuntamento fieristico internazionale rivolto al settore della gioielleria.
Presenti, tra gli altri, allo splendido ed elegante evento, Francesco Maria Soldano, Direttore Generale, e Mario Mandes, figlio di Arturo Mandes, Amministratore Unico della società.

La Arturo Facchini, quindi, con i suoi 110 anni, risulta essere una delle più antiche imprese italiane, un esempio del Made in Italy nel mondo per quanto riguarda gli astucci per gioielli, realizzati ancora oggi artigianalmente nel suo opificio dell’hinterland di Bologna.

La storia inizia nell’ormai lontano 1908, lo stesso anno in cui in America nasce la Ford T, un’icona nella storia dell’automobile e dell’economia del ‘900, quando un giovane artigiano di nome Arturo Facchini, dà inizio in Italia, precisamente a Genova, ad un’avventura che continua tuttora.

Dopo un breve periodo nella città ligure, il giovane Arturo Facchini si trasferisce nello storico distretto dei mastri astucciai di Bologna, letteralmente a due passi da Piazza Maggiore, e, insieme alla giovane moglie Amalia, avvia un nuovo piccolo laboratorio in cui prendono forma e vita, a partire da semplici materiali come metallo, legno e cuoio, delle piccole scatoline adatte a racchiudere e custodire preziosi di ogni genere: dei veri e propri scrigni.

Come spesso purtroppo accade, una tragedia colpisce la giovane famiglia imprenditrice nel momento meno opportuno. La morte di Arturo, nel 1929, a causa della cosiddetta febbre “spagnola”, spinge Amalia a chiedere aiuto alla sorella Anna, che, insieme al marito Mario Mandes, assume il controllo dell’attività facendola decollare in pochi anni, mantenendo, però, inalterato il nome in onore del fondatore.

Negli anni l’azienda cresce, rimanendo sempre sotto il controllo e la guida della stessa famiglia e si espande fino a diventare negli anni ‘70 un’impresa con tanto di capannone nella nuova zona industriale del capoluogo emiliano.

Negli anni ‘80 l’immagine, nel mondo, assume una notevole importanza. Per seguire le nuove tendenze, l’azienda si dedica alla progettazione ed alla realizzazione di confezioni molto innovative per quel tempo, andando a proporre al mercato astucci di materiale plastico stampato a cui abbinare il sapiente e lussuoso confezionamento manuale degli interni. E’ il momento in cui nasce il famoso Radica, divenuto l’astuccio più copiato nel mondo.

Negli anni ‘90 la Arturo Facchini ha bisogno di nuovi spazi e si trasferisce in un nuovo stabilimento organizzato ed attrezzato con macchinari all’avanguardia per il settore. Inoltre, l’acquisizione di alcune aziende permette l’ulteriore specializzazione nel mondo della vetrinistica.
Nel contempo l’azienda arriva a coprire l’intero territorio italiano con una importante rete di oltre 40 agenti, professionisti dedicati ai tantissimi ed affezionati clienti.
Gli astucci Arturo Facchini sono ora talmente conosciuti che vengono scelti per custodire le medaglie dei vincitori dei mondiali di calcio di Italia ‘90.
La collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato porta poi alla realizzazione di astucci per Esercito e Carabinieri e per le monete commemorative del Giubileo e dei Papi.
L’indice di notorietà della Arturo Facchini nel settore di riferimento è ora pari a quello della Coca Cola.

Con il nuovo millennio l’attività imprenditoriale si concentra sulla costante ricerca di nuovi materiali per realizzare confezioni ed espositori che catturano, con il loro design, l’attenzione ed il favore di una clientela sempre più esigente.

La Arturo Facchini arriva, così, allo sviluppo di due prodotti con caratteristiche tanto particolari da ottenere i brevetti di Invenzione e di Utilità: il primo per Artù, l’astuccio avente funzione anche di shopping bag ed il secondo per Tag, l’accessorio altamente personalizzabile per racchiudere e sigillare ogni prezioso acquistato in gioielleria, e non solo.

Astuccio per Gioielli in Cartoncino Artù

Nel 2017 l’azienda si trasferisce in una nuova ed elegante sede, a conferma della più moderna strategia aziendale adottata rimanendo pur sempre nell’amata Bologna.
Qui è in fase di progettazione lo show room aziendale, che si aggiunge a quello già presente presso il Centro Orafo Il Tarì di Marcianise.

I prodotti Arturo Facchini spesso e volentieri sono comparsi e compaiono al cinema ed alla televisione. Famosa la valigia porta servizio di posateria realizzata per Bvlgari, che compare nel film Casino, con Sharon Stone e Robert de Niro. E chi non ricorda la pubblicità di un noto provider di servizi di telefonia mobile, in cui Patrick Dempsey, l’amatissimo dott. Derek Shepherd della serie Grey’s Anatomy, raccoglie l’anello di un improbabile fidanzato racchiuso in uno degli astucci più amati prodotti dalla storica azienda bolognese.

Con oltre un secolo di vita la Arturo Facchini è oggi una delle più antiche e solide imprese del settore del packaging di lusso ancora esistenti in Italia, un’azienda che crede fermamente che l’astuccio sia parte integrante del gioiello. Per questo lavora da 110 anni con lo stesso entusiasmo e la passione del primo giorno, con la cura e la dedizione radicate nella sua storia, un’eredità che conferma le qualità e le competenze della migliore tradizione italiana.